Recensione "The Carrie Diaries"


The Carrie Diaries è ufficialmente la serie prequel di Sex and the City, ma è stato detto più volte come si riesce ad apprezzarla meglio se non si considera questo aspetto. Basato sull'omonimo romanzo di Candace Bushell, in Italiano Il diario di Carrie, (da cui, per fortuna, si discosta in certi punti, acquistando nuove sfumature) la serie narra l'adolescenza di Carrie Bradshaw e di come questa sia passata dall'essere una normale liceale alla conquista di Manhattan.

Le differenze del teen drama con lo show originale non sono poche, a partire dal canale: non più HBO ma The CW. Anche alcuni elementi del passato di Carrie non coincidono, a partire dal padre che in questo prequel è decisamente, e molto, presente. La showrunner Amy B. Harris (che ha lavorato sia a The Carrie Diaries sia a Sex and the City) ha comunque precisato che le differenze non sono errori distratti, ma scelte ben ragionate per poter spiegare meglio il percorso di Carrie e avvicinarsi maggiormente al libro. Alla serie hanno lavorato anche i produttori Josh Schwartz e Stephanie Savage, già noti per Gossip Girl.

Mettendo da parte, come da suggerimento, la (dis)connessione con Sex and the City, il moderno teen drama merita e si guadagna una cascata di lodi, a partire dalla caratterizzazione dei singoli personaggi (curata fin nei minimi dettagli), alla perfetta sceneggiatura, la regia, la colonna sonora (e le musiche in generale) e l'eccellente scelta del cast. Meraviglioso è vedere come ogni singolo aspetto sia curato e posto con attenzione per ricreare a meraviglia l'ambientazione anni '80 in cui si svolge la storia. Un eccellente lavoro è stato fatto anche da Eric Daman (Gossip Girl) per i costumi, studiati alla perfezione per ognuno dei personaggi. Bellissime sono anche le atmosfere, freschissime e piene di colore.

Ho apprezzato moltissimo come The Carrie Diaries non sia, come il titolo potrebbe far pensare, unicamente la storia di Carrie (un piccolo pancake adorabile di cui è possibile non innamorarsi), ma ognuno dei personaggi presentati ha il suo spazio e compie il proprio percorso di crescita. E proprio la crescita è uno dei temi dello show, che mostra dei giovani, ognuno a modo proprio, iniziare ad affacciarsi nel mondo degli adulti e incominciare a chiedersi chi sono e cosa vogliono diventare, affrontando temi e situazioni non sempre totalmente rosee. Mi è piaciuta molto l'emotività di questa serie, mai eccessiva, mai pietistica o forzatamente commovente, ma presente, perché in quanto esseri umani, viviamo tutti anche con il cuore.

The Carrie Diaries, che ha debuttato nel gennaio 2013, conta solo due stagioni e ventisei episodi totali. Anche questa serie è una di quelle perle prematuramente interrotte. Bellissimo è stato, a mio avviso, il finale: un coronamento di tanti percorsi di crescita diversi, e un nuovo inizio pieno di speranza. Vedendo dove era stata portata la trama e dove avrebbe dovuto arrivare, con Sex and the City, probabilmente non ci sarebbe stato altro modo per concludere degnamente lo show. Eppure, per quanto mi sia piaciuta, la 2x13 resta uno degli episodi su cui ho versato più lacrime fino ad ora e non mi vergogno a dire che sono ben poche le cose o e persone che sono riuscite a spezzare allo stesso modo il mio cuore nerd.

The Carrie Diaries è entrata con orgoglio nella mia lista di serie preferite, ed è davvero uno di quegli show che consiglio vivamente a tutti; anche perché è facilmente fruibile e apprezzabile da chiunque (anche, ovviamente, da chi non ha mai guardato neanche una puntata di Sex and the City), e perché la giovane Carrie Bradshaw ha tanto da mostrare e insegnare a quanti hanno il coraggio di appassionarsi alla sua storia.
Buona visione!




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