Recensione "Millennium Trilogy" by Stieg Larsson



Quella che mi accingo a recensire oggi è una saga che ha fatto molto parlare di sè. Le due versioni cinematografiche (l'intera serie nel 2009 ed il remake di Uomini che odiano le donne nel 2011), il "mistero" sulla morte dell'autore, la pubblicazione e la traduzione in oltre trenta paesi europei, i record di vendita...sono tutti fattori che hanno contribuito alla diffusione ed alla conoscenza comune di quest'indimenticabile storia. 

La trilogia del Millennium nasce in Svezia nei primi anni 2000, dalla penna e dal genio di Stieg Larsson. Nell'idea originale, la saga avrebbe dovuto comporsi di ben 10 volumi. Purtroppo, la prematura scomparsa dell'autore non ha unicamente fatto sì che le opere fossero pubblicate postume, ma ha anche reso possibile la scrittura completa dei soli primi tre romanzi. A farli comparire fra gli scaffali delle librerie svedesi è stato l'editore Norstedts Förlag, tra il 2005 ed il 2007. Dell'edizione italiana si è invece occupata la Marsilio, a partire dal 2007.      I tre romanzi, Uomini che odiano le donne, La ragazza che giocava con il fuoco e La regina dei castelli di carta, sono catalogati come polizieschi. La narrazione segue, infatti, le inchieste svolte direttamente o indirettamente dai redattori e dai collaboratori della rivista Millennium (da cui il nome della trilogia), e le vicende riguardanti Lisbeth Salander (co-protagonista della storia). Nello specifico, nel primo libro il giornalista caporedattore Mikael Blomkvist si trova ad indagare, affiancato dall'hacker Lisbeth, per svelare la verità su un omicidio vecchio di trent'anni, ma ancora irrisolto. Il secondo ed il terzo volume, invece, si concentrano sulla protagonista femminile, svelando segreti sconvolgenti del suo passato, e mostrando le loro terribili conseguenze, non solo sulla vita della giovane donna, ma anche sulla sicurezza ed il governo dell'intero paese.

Seppure la trama presenti temi che si tingono anche a tinte forti, ciò che mi colpì maggiormente durante la prima lettura fu il realismo. Avevo appena diciotto anni, e seppure avevo già sperimentato libri più o meno seri ed impegnativi, Uomini che odiano le donne fu il primo romanzo del genere che mi capitò fra le mani. E mi piacque da impazzire, così come il resto della trilogia. Sopportai i temi forti, soffrendo sulla mia stessa pelle i dolori dei personaggi, piangendo, gioendo, scandalizzandomi ed amando con loro. Nella loro irrealtà, le vicende narrate (nate dall'immaginazione dell'autore) sono così realistiche, ed i complessi personaggi sono così umani, da sembrare quasi reali, ed essere toccati con la punta delle dita. Sicuramente, l'ambientazione familiare all'autore (le vicende si svolgono principalmente in Svezia) e le sue conoscenze giornalistiche lo hanno aiutato in questo. Stieg Larsson aveva la capacità di stregare con la sua penna, di immergere il lettore nella sua storia, diventandone parte integrante, e di fargliene desiderare di più, sempre di più. 
L'autore riesce a costruire perfettamente i misteri, che narra poi con pari abilità, incollando alle pagine il suo pubblico, stupendolo ad ogni colpo di scena. Sono proprio queste grandi abilità scrittorie che hanno procurato a Larsson l'affetto e la stima di fan provenienti da gran parte del mondo.                                                                    Nel 2006 Uomini che odiano le donne ha conquistato il Glasnyckeln, premio riservato ai migliori gialli scandinavi, e La ragazza che giocava con il fuoco è stato riconosciuto come miglior romanzo poliziesco svedese dell'anno dall'Accademia Svedese del Poliziesco. Nel 2008, infine, anche La regina dei castelli di carta ha ricevuto il Glasnyckeln.
                     
Vi sono anche altre vicende, estranee alla trilogia, che portano ancora Millennium sulla bocca del pubblico. La prima è sicuramente la morte prematura dell'autore, diventata oggetto dei più fantasiosi miti complottisti.
La seconda, più attuale, riguarda il famoso quarto libro della serie. Negli archivi di Larsson sono state ritrovate circa duecento pagine inedite, che nell'intenzione dell'editore sarebbero state utilizzate come base su cui riscrivere un seguito della trilogia. Alla scoperta seguì, però, una vicenda legale (della quale, per ragioni di spazio, tralascio i dettagli), al termine della quale la Norstedts Förlag non ha avuto accesso agli scritti d'autore. La casa editrice ha quindi affidato la scrittura del quarto volume a David Largercrantz; ed il 28 agosto 2015 è uscito (in Italia) Quello che non uccide, continuo della trilogia Millennium che NON segue né è basato sulle intenzioni ed intuizioni della storia originale. Personalmente, in rispetto al genio ed alla persona di Stieg Larsson (unico vero autore), e come fan indignata, rifiuto di leggere il fantomatico quarto libro, e di lasciargli ulteriore spazio in questa recensione, dedicata ad una saga di cui quest'ultimo, a mio avviso, non fa parte.
Riposa in pace, Larsson!
Con affetto,





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