Recensione trilogia Nightshade di Andrea Cremer

Questa trilogia l'ho letta un anno fa, ma è ancora ben impressa nella mia mente, motivo per cui ho deciso di recensirla (e perché mi è venuta voglia di libri sui licantropi). Per me un libro che ti rimane in testa così tanto a lungo merita di essere letto, specialmente se spesso ti sei ritrovata a rigirarti tra le mani le sue pagine, rileggendoti passaggi che ti sono rimasti impressi. Parlo al singolare perché, effettivamente, mi è rimasto impresso solo il primo libro della trilogia, non gli altri due. Okay, neanche gli altri due sono male, ma rispetto al primo cadono completamente nell'ombra. Ora spiegherò con calma il perché.

Trama primo libro: Tutte le diciassettenni sognano di incontrare il vero amore. Tutte tranne Calla Tor. Nella sua testa c’è un solo costante pensiero: squarciare la gola dei suoi nemici. Calla è la femmina Alfa di una delle più potenti famiglie di Guardiani che vivono in America, creature magiche capaci di trasformarsi in lupi, e responsabili della protezione dei luoghi sacri. Ma Calla, destinata al maschio Alfa del branco vicino, sceglierà una strada diversa, semplicemente salvando un escursionista, un ragazzo della sua stessa età ferito da un orso. Da quel momento niente sarà più come prima, perché Shay – l’irresistibile umano – custodisce un segreto che potrebbe cambiare le sorti del mondo e far vacillare il cuore saldo di Calla.

Trama secondo libro: Quando Calla si risveglia nel quartier generale dei suoi acerrimi nemici, pensa di avere le ore contate. Contro ogni ipotesi, però, i Cercatori le fanno una proposta che, oltre a consentirle di rimanere in vita, le permetterebbe di portare in salvo il resto del suo branco. Il piano è rischioso e la battaglia potrebbe mietere più vittime del previsto, ma Calla sa che è l’unico modo per mettere fine a una guerra che va avanti da secoli. Chi sarà a pagare il prezzo del suo tradimento? L’impetuoso Shay, deciso a ogni costo a rimanere al fianco della ragazza che ama, o il fedele Ren, rimasto indietro a coprire la fuga dei due amanti?

Trama terzo libro: Calla non si è mai tirata indietro di fronte alle battaglie, ma ora che lo scontro finale con Bosque Mar sta per iniziare, in ballo c’è molto di più di una semplice vittoria. C’è la salvezza di Ren, l’amico che pensava di avere perso; c’è l’amore per Shay, messo alla prova dalle sue scenate di gelosia; c’è la sicurezza di suo fratello Ansel, sempre più fragile e spaesato, ora che non può più far parte del branco. Ma soprattutto c’è il suo ruolo di femmina alfa, che deve ancora essere messo alla prova, nonostante gli orrori inimmaginabili che la giovane Guardiana deve patire per liberare il mondo dalla magia distruttiva dei Custodi.

Una cosa che apprezzo di queste trame è il fatto che non ci sono spoiler, e se vi sono praticamente neanche si notano.
Il primo libro (a cui avrei dato quattro specchi ad occhi chiusi) è il mio preferito in assoluto, se non si è capito. E solo in questo libro apprezzo davvero la protagonista, Calla, dato che nei successivi due perde praticamente tutto il carattere da Alpha che avevo tanto amato. Quel magnifico carattere che la differenziava da mille altre protagoniste petulanti svanisce, tutto a causa di un dannato triangolo amoroso (- SPOILER - triangolo che la nostra amata scrittrice riesce a distruggere nel terzo libro con una facilità disarmante. Se ogni scrittrice adottasse quel metodo credo che non avremmo più problemi di siccità). Ho mai detto che odio i triangoli amorosi? ora lo sapete. Sono capaci di distruggere il carattere di qualsiasi protagonista perché ogni scrittrice di young-adult considera le loro protagoniste delle adolescenti in piena crisi ormonale che se non pensano a Tizio e a Caio ogni due secondi e se non si innamorano del primo ragazzo che fa una battuta sarcastica allora non sono adatte ad essere le protagoniste di un romanzo.
Comunque, andando oltre al mio odio verso i triangoli amorosi e alla povera Calla che già dal primo capitolo del libro ne cade vittima, parliamo dei personaggi principali (quelli che troviamo subito e rimangono nel corso della trilogia). Calla che non ha bisogno di descrizioni dato che dalla trama si capisce tutto quello che è necessario capire, Ren che amo alla follia e vorrei recapitassero a casa mia con un bel fiocco rosso in testa (se questa descrizione non vi basta, basti sapere che è l'Alpha di un altro branco e che lui e Calla si devono sposare) e infine Shay, il ragazzo che quasi tutte quelle che hanno letto la trilogia non sono riuscire a farsi piacere,me compresa. La Cremer lo ha inserito nel triangolo amoroso quasi a caso, per me, e ha un carattere talmente bipolare che mi chiedo se la Cremer gli abbia dato un vero e proprio carattere, uno spessore, o se avesse deciso quello che faceva e diceva a seconda di quello che le lettrici, secondo lei, avrebbero voluto leggere. Sinceramente io avrei voluto che non ci fosse o che si limitasse ad essere un amico, anche perché senza di lui non ci sarebbero stati problemi ed io avrei finito il libro felice e contenta. Altri personaggi piuttosto importanti sono i membri dei due rispettivi branchi.
La trilogia è originale dato che loro non sono esattamente i licantropi tipici, sono veri e propri mutaforma e se per voi non c'è differenza be', vi sbagliate. Dal secondo libro in poi si capisce perché loro si trasformano in lupi e la trama prende una piega diversa da quella che mi aspettavo.
Ora che ci penso questa trilogia non mi è piaciuta del tutto solo per come la scrittrice ha rovinato una splendida protagonista e ha alternato momenti di azione a eterni momenti in cui la protagonista si interrogava su chi amava veramente (molto eterni); momenti in cui baciava uno per poi andare a baciare l'altro due minuti dopo. Mi sa che nessuno ha detto alla Cremer che non doveva scrivere la sceneggiatura per un nuovo Beautiful con i licantropi.
Altra pecca è stata l'avventura, la loro ricerca dei pezzi di una specie di spada. Praticamente era tutto uguale, cambiavano solo le descrizioni dei luoghi.

Sotto tutte queste mie pignolerie, la Cremer ha uno stile di scrittura fluido, non esagera con le descrizioni ma non sono nemmeno troppo poche e la storia è ben strutturata. Il finale è piuttosto deprimente (per me, dato che molti lo considerano un lieto fine) e sinceramente avrei voluto che una certa persona morisse (ma ormai si sa che io auguro la morte ad un personaggio su due). Il primo libro è solo introduttivo, la vera e propria storia inizia nel secondo, ma è il migliore in assoluto.
Sommando i vari voti (Nightshade 4 specchi; Wolfbane 3 specchi; Roseblood 2 specchi) viene fuori un tre, ma io lo abbasso a due e mezzo. La trilogia mi ha comunque delusa.

Copertine: 


 Dire che io amo queste copertine è un eufemismo. I grafici di questa trilogia hanno fatto davvero lavoro divino, così divino che non ci penserei due volte a ordinare tutte le edizioni solo per avere nella mia libreria libri con una copertina splendida. Okay, la Calla è usata un po' troppo dal momento che è solo il nome della protagonista, ma le copertine (e le modelle usate) sono a dir poco perfette per la storia.



Commenti

Letture del mese

Recensione "La canzone di Achille" by Madeline Miller

Intervista al figo #8 - Mark Carter

Recensione "Avialae" by Lucid

Recensione "Nothing Tastes as Good" by Claire Hennessy

Novità in libreria - Les Flaneurs Edizioni

Recensione doppia "Recessive" by Irene Grazzini